
Per celebrare la Giornata Mondiale del Libro, patrocinata dall’Unesco, il 23 aprile, dal 2010, viene proposta l’iniziativa “Un libro ti aspetta”, organizzata dall’ufficio Educazione permanente, biblioteche e audiovisivi della Ripartizione Cultura italiana. In quel giorno, l’Assessore Christian Tommasini invita tutti gli interessati a recarsi in una delle biblioteche del territorio provinciale, dove, per un libro preso in prestito, ne ricevono uno nuovo in dono.
Inoltre, viene proposto un evento dedicato all’autore vincitore del Premio Nobel per la letteratura, a cui intervengono critici, giornalisti, traduttori e rappresentanti del mondo editoriale.
L’intento è quello di incentivare la frequentazione delle biblioteche, luoghi di accesso libero alla conoscenza, moderne “piazze del sapere” che offrono opportunità e stimoli per diventare cittadini attivi e sempre più consapevoli.
Educare alla lettura vuol dire “accompagnare” bambini, ragazzi e adulti verso un mondo nuovo, dove poter sperimentare diverse metodologie interpretative di un testo, di un racconto, di una favola, sviluppando la curiosità e l’immaginazione di ogni singolo individuo.
Leggere è soprattutto un piacere: bisogna incoraggiare questo piacere fare in modo che i libri vengano sempre amati e riconosciuti come lo strumento privilegiato per tenere vive le nostre passioni e svegliare le nostre coscienze.
A proposito della lettura ecco un passo di Tullio De Mauro che si intitola proprio Il gusto della lettura:
Leggere, potere leggere, avere il gusto di leggere, è un privilegio. È un privilegio della nostra intelligenza, che trova nei libri l’alimento primo dell’informazione e gli stimoli al confronto, alla critica, allo sviluppo. È un privilegio della fantasia, che attraverso le parole scritte nei secoli si apre il varco verso l’esplorazione fantastica dell’immaginario, del mareggiare delle altre possibilità tra le quali si è costruita l’esperienza reale degli esseri umani. È un privilegio della nostra vita pratica, perfino economica: chi ha il gusto di leggere non è mai solo e, con spesa assai modesta, può intessere i più affascinanti colloqui, assistere agli spettacoli più fastosi. Non c’è cocktail party, non c’è terrazza, non happening, non premiere che offra quello che chi ha gusto di lettura può trovare solo allungando la mano verso un qualsiasi modesto palchetto di biblioteca. Non c’è Palazzo che valga quello di Armida, o quell’hegeliano castello del sapere dalle cento e cento porte, dove suonano solo le quiete voci della conoscenza e della fantasia. E mentre altre esperienze si consumano nel ripetersi, nel leggere, invece, come ha detto una volta un poeta, dieci e dieci volte possiamo tornare sullo stesso testo, ogni volta riscoprendone un nuovo senso, un più sottile piacere.


