
Anche nel 2011 è stata proposta l’iniziativa “Un libro ti aspetta”. Il giorno 29 aprile chi si è recato in una delle 35 biblioteche coinvolte sul territorio provinciale e ha preso almeno un libro in prestito, ha ricevuto in dono “Avventure della ragazza cattiva” di Mario Vargas Llosa o, se giovane lettore, “Il libro di tutte le cose” di Guus Kuijer.
Nel romanzo di Llosa, nell’arco di un trentennio di vita, i due protagonisti si incontrano, si perdono, si ritrovano. Lima, Parigi, Londra, Tokjo, Madrid sono le città che li accolgono, mentre sullo sfondo della storia si staglia un ritratto realistico, pieno di vita, denso di descrizioni minuziose e dettagli.
“Non era cambiata molto in questi quattro anni. Aveva sempre la sua figurina snella, ben fatta, dalla vita stretta, le gambe sottili e tornite e le caviglie piccole e fragili come i polsi. Sembrava più sicura di sé e più disinvolta di prima e muoveva la testa alla fine di ogni frase con studiato distacco.”
Il libro di Kuijer ha vinto il Premio Andersen 2010, è un breve romanzo di formazione dall’umorismo surreale e irriverente, una storia meravigliosa sul potere della fantasia e la forza dell’unione.
“Che cosa vuoi diventare da grande?” domandò. “Felice” rispose Thomas. “Da grande diventerò felice”. La signora Van Amersfoort stava per tirare fuori un libro, ma si voltò sorpresa. “Perdio, questa si che è una buona idea. E sai quando si comincia ad esser felici? Quando non si ha più paura”.
In totale sono state distribuite 1.962 copie, con grande apprezzamento da parte degli utenti e dei bibliotecari che, in quella giornata, hanno evidenziato un aumento di affluenza di pubblico e un aumento del numero dei prestiti. Ecco alcuni stralci dei commenti ricevuti dalle biblioteche, che documentano i risultati:
prosegui la lettura Un premio ai lettori di lingua italiana che utilizzano la biblioteca ed è inoltre sicuramente un ulteriore incentivo alla lettura. Utenti molto soddisfatti dell’iniziativa. Biblioteca civica di Vipiteno.
La maggior parte dei lettori era sorpresa e molto grata per questa iniziativa. Molti ci facevano i complimenti. Biblioteca comunale di San Candido.
Gli utenti hanno dimostrato di apprezzare molto tale iniziativa e alcuni hanno anche apprezzato la scelta dei titoli dei libri in omaggio. Biblioteca comunale di Salorno.
L'iniziativa è stata apprezzata dagli utenti. In particolare, grazie anche alla collaborazione di alcuni insegnanti della scuola media, è stata molto utile per avvicinare i ragazzi di 12 – 15 anni. Biblioteca Endidae di Egna.
Alto gradimento tra i soci della biblioteca, che hanno accompagnato anche conoscenti e amici L’iniziativa dovrebbe durare più giorni per dare a tutti la possibilità di intervenire. Archeoart, Bolzano.
Sicuramente è un invito a frequentare la biblioteca e a ricordare a tutti il ruolo e l’importanza delle biblioteche pubbliche. Credo che per gli utenti abituali sia quasi un riconoscimento ed un premiare la loro passione per la lettura e la costante frequentazione della biblioteca. Biblioteca Don Bosco di Laives.
L’iniziativa piace. Apprezzata anche la suddivisione libro per ragazzi e libro per adulti. Biblioteca civica di Merano.
Iniziativa da ripetere. Servirà del tempo, ma questo appuntamento diventerà per gli utenti una piacevole abitudine. Biblioteca Culture del Mondo, Bolzano.
Lo stesso giorno, alle ore 18.00 presso la Biblioteca civica “Cesare Battisti”, ha avuto luogo una serata dedicata al Premio Nobel per la letteratura 2010, Mario Vargas Llosa. Presenti il traduttore per l’Italia di Vargas Llosa, Glauco Felici, e l’editor di Gallimard Vincent Raynaud che hanno piacevolmente raccontato lo scrittore peruviano, uno degli autori più amati dai lettori di tutto il mondo. Le letture di Monica Trettel e la musica curata dal cantautore boliviano Felipe Rossel hanno arricchito gli interventi degli esperti.
Discorso Premio Nobel Mario Vargas Llosa
Vargas Llosa ha pronunciato il suo discorso di accettazione del Premio Nobel che s'intitola Elogio della Lettura, è un appassionante viaggio nella sua vita, in cui rivendica il ruolo della cultura e dei libri nel rendere i popoli liberi e consapevoli, in cui critica qualunque forma di totalitarismo e di nazionalismo e in cui spende parole d'amore e d'affetto per la Francia, per la Spagna e, soprattutto, per il suo Perù. Ha regalato una bella dichiarazione d'amore a sua moglie Patricia, con cui vive da 45 anni e che si è commossa, come tanti altri, quando ha detto che "quando crede che mi sta sgridando, mi fa il migliore dei complimenti: "Mario, tu servi solo per scrivere!"". "Patricia è il Perù" ha detto, mandando in visibilio i peruviani e con voce che iniziava a rompersi per l'emozione. "E' la prima volta che un Premio Nobel piange" ha commentato Peter Englund, segretario dell'Accademia Svedese, ai quotidiani peruviani. La sua agente, Carmen Bacells, 85enne e lucida come pochi, agente e talent-scout di tutti gli scrittori latinoamericani più importanti (probabilmente è l'unica che può vantare tra i suoi clienti due Premi Nobel, Vargas Llosa e Gabriel Garcia Marquez), ha commentato, pure lei commossa, che "era il miglior modo per finire la sua vita di agente letteraria".
Ho imparato a leggere a cinque anni, nella classe di fratel Justiniano, nel Collegio de la Salle, a Cochabamba, in Bolivia. È la cosa più importante che mi sia successa nella vita. Quasi settant’anni dopo ricordo in modo limpido come quella magia, tradurre le parole dei libri in immagini, abbia arricchito la mia esistenza, abbattendo le barriere del tempo e dello spazio e permettendomi di viaggiare con il capitano Nemo a ventimila leghe sotto i mari, combattere fianco a fianco con D’Artagnan, Athos, Porthos e Aramis contro i complotti che minacciavano la regina ai tempi del subdolo Richelieu, o spingermi nel ventre di Parigi, novello Jean Valjean, con il corpo inerte di Marius sulle spalle.
La lettura trasformava il sogno in vita e la vita in sogno e poneva alla portata del piccolo uomo che ero l’universo della letteratura. Mia madre mi raccontò che le prime cose che io scrissi furono continuazioni delle storie che leggevo, perché mi dispiaceva che finissero, oppure volevo cambiarne il finale. E forse è ciò che ho fatto per tutta la vita senza saperlo: prolungare nel tempo, mentre crescevo, maturavo e invecchiavo, le storie che riempirono la mia infanzia di passione e di avventure.


